La disuguaglianza esplode in tutto il mondo: quali le possibili soluzioni?

La disuguaglianza esplode in tutto il mondo: quali le possibili soluzioni?

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Oggi tutti concordano sul fatto che la disuguaglianza sta aumentando in tutto il mondo. Questa situazione è causa di forti tensioni sociali con un impatto negativo sulla crescita economica. Ecco una panoramica degli approcci che potrebbero invertire questo trend.

All’inizio del 2019, 26 miliardari detenevano la stessa quantità di ricchezza del 50% più povero della popolazione mondiale, ovvero 3,8 miliardi di persone. L’anno precedente, erano 46 miliardari a detenere tale quota di ricchezza1. Queste cifre ci mostrano l’esplosione della disuguaglianza nella nostra era. “Stiamo vivendo in un mondo di concentrazioni di reddito estreme e di ricchezze personali sempre più elevate (azioni, proprietà immobiliari, buoni del tesoro, ecc.)”, Riassume Lucas Chancel, condirettore del Laboratory of World Inequality presso la School of Economics di Parigi. “E queste concentrazioni non hanno smesso di crescere dal 1980.” L’1% più ricco della popolazione ha registrato una crescita del proprio reddito doppia rispetto al 50% più povero, mentre il reddito della classe media è rimasto stagnante o in calo2.

Questa crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza ha un impatto importante sulle società di tutto il mondo. Le proteste dei “gilet gialli” in Francia sono state il riflesso della frustrazione e della tensione sociale che si stanno diffondendo in tutti e cinque i continenti. José Maria (Chema) Vera, direttore esecutivo di Oxfam International, vede tre principali conseguenze di tale situazione. “Prima di tutto, la giustizia sociale è colpita: più aumenta la disuguaglianza, più rallenta lo sradicamento della povertà estrema. Inoltre, ha un effetto dannoso sulla democrazia, in quanto provoca una rottura della coesione sociale. Infine, la crescita della disuguaglianza è inevitabilmente legata alle difficoltà che stiamo affrontando nella lotta ai cambiamenti climatici”. Pertanto, i governi devono trovare le risposte a queste tre principali minacce.

L’effetto “trickle-down” o teoria della goccia

Quindi, come si può migliorare la giustizia sociale? Una soluzione liberista è quella dell’effetto a cascata, che si basa sull’assunto secondo il quale i benefici economici elargiti a vantaggio dei ceti più abbienti (in termini di alleggerimento dell’imposizione fiscale) favorirebbero necessariamente l’intera società. Il cancelliere tedesco Helmut Schmidt riassume questa teoria con la frase “I profitti di oggi sono gli investimenti di domani e creano i posti di lavoro del futuro”. Questo approccio è ancora oggi in voga negli Stati Uniti e, in misura minore, in Francia. Sebbene rimanga la teoria preminente all’interno dei circoli del potere, la sua validità si sta ora scontrando con la crescente disuguaglianza nei paesi in cui è stata adottata.

Un regime fiscale progressivo e mondiale

All’estremo opposto si trova l’approccio keynesiano della ridistribuzione della ricchezza. Autore del bestseller “Il Capitale nel XXI secolo3“, Thomas Piketty è considerato un importante economista in materia. La sua tesi è che il capitalismo è una macchina progettata per generare disuguaglianze. Prova di ciò è che, nel lungo periodo escludendo i periodi di guerra che hanno l’effetto di stimolare l’economia, il rendimento del capitale è sempre stato superiore al tasso di crescita economica. Questa situazione può solo portare ad un aumento della disuguaglianza. Per correggere questo trend, Piketty propone un intervento dei governi sotto forma di una tassazione progressiva e mondiale (europea in una prima fase) sul capitale.

In tutto il mondo, i politici stanno adottando un approccio simile e stanno facendo della politica di ridistribuzione della ricchezza uno strumento essenziale per sostenere la crescita, questo tema è al centro delle primarie del Partito Democratico degli Stati Uniti nel 2020. Elizabeth Warren e Bernie Sanders, in particolare, vedono la tassazione come uno strumento chiave per agire sulla giustizia sociale. Warren suggerisce una tassa sulla ricchezza per lo 0,1% della popolazione statunitense più ricca. In 10 anni, questa imposta su circa 75.000 famiglie andrebbe a beneficio del governo degli Stati Uniti per un totale di 2.750 miliardi di dollari. Sanders suggerisce un’imposta sulle successioni che raggiungerebbe un’aliquota del 77% per le famiglie più ricche e una serie di imposte sulle transazioni finanziarie che potrebbero raggiungere la quota di 2.400 miliardi di dollari in 10 anni.

Tuttavia, in un mondo globalizzato, l’intervento a livello puramente nazionale sembra insufficiente. José Maria (Chema) Vera sottolinea il fatto che “le aziende stanno diventando internazionali e non sono più collegate alle istituzioni nazionali. Stanno guadagnando potere e c’è sempre meno trasparenza.” La sua risposta è il “multilateralismo, i governi dovrebbero concordare un livello minimo di tassazione a livello mondiale”.

Istruzione, assistenza sanitaria e cambiamenti climatici

L’idea è di avere una leva finanziaria sufficiente per investire nelle principali problematiche del futuro e di farlo in un modo da fornire supporto in particolare ai meno abbienti. “Coloro che hanno beneficiato maggiormente della crescita negli ultimi 40 anni, vale a dire i più ricchi, devono essere tassati di più per finanziare investimenti a lungo termine”, spiega Lucas Chancel. “Ciò significa avere tasse più eque, meglio distribuite e più progressive.” La priorità consisterebbe in ingenti investimenti pubblici nell’istruzione, nella sanità e nella lotta ai cambiamenti climatici. “Queste scelte andrebbero a beneficio di tutti, ma soprattutto dei meno abbienti che sentirebbero ancora di poter raggiungere i loro obiettivi e di essere parte attiva del sistema economico e sociale”.

Oltre a rendere la società più equa, ridurre la disparità dei redditi stimolerebbe sicuramente la crescita economica. A tal proposito, vale la pena sottolineare che il problema della disuguaglianza è ora parte del programma del World Economic Forum di Davos4. Numerosi studi e ricerche dell’OCSE5 hanno concluso che la riforma del mercato del lavoro e della fiscalità, insieme all’offerta di un’istruzione di qualità, farebbero crescere il PIL e ridurrebbero le disparità di reddito. Chiaramente, tali sforzi sarebbero ancora più visibili se fossero coordinati a livello internazionale.

Note —
1. Rapporto servizio pubblico / patrimonio privato, Oxfam 2019
2. Studio (2017), World Wealth and Income Database (WID).
3. Pubblicato da Editions du Seuil (in francese) 2013, Harvard University Press (in inglese), 2014
4. http://reports.weforum.org/global-risks-2015/part-1-global-risks-2015/introduction/?doing_wp_cron=1574352260.1345489025115966796875
5. https://www.oecd.org/economy/public-finance/lessincomeinequalityandmoregrowth-aretheycompatible.htm

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